Tirar spaghetti addosso ad un muro. Con quali risultati ?

Una breve premessa. Gironzolando per il web, mi sono imbattuto in un post di un’autrice Anglosassone dove, tra le righe, mi è saltata agli occhi questa definizione. Spaghetti Approach. Ecco, mi sono detto, un’altra snob del cavolo che parla male di noi Italiani. Ammazza che coda di paglia direte voi…eh,no ! Dopo una veloce ricerca ho deciso di fare ai lettori della pagina FB di Carlos la fatidica domanda. “Qualcuno di voi ha idea di cosa possa essere uno “Spaghetti Approach” riferito a questioni di Content Marketing ?”. Ottima intuizione, perchè la risposta è arrivata velocemente da parte di una nostra lettrice. Ilaria. E l’ha data in maniera talmente dettagliata che non potevo non chiederle di scrivere un guest post per questo blog. Il risultato è quello che leggete di seguito. Brava Ilaria, e grazie per aver raccolto con entusiasmo l’idea di questo guest post. (Cosimo)

Spaghetti Approach, ovvero come utilizzare tutti i mezzi a propria disposizione durante una campagna di marketing, con alti costi e scarsi risultati, in modo disorganizzato e senza un piano d’azione.

Immagina di avere davanti un piatto di spaghetti, e di iniziare a lanciarli contro il muro. Più spaghetti lanci, più ne restano attaccati, ma ne devi lanciare una gran quantità per far si che tanti spaghetti restino saldamente attaccati al muro. Parimenti, in una campagna, decidi di creare manifesti, volantini, newsletters, guerrilla & non-conventional marketing, spot audio video, incursioni nel mondo social, e tutto senza un’ attenta analisi del target e dei costi/benefici. Lanci contro il muro tutte le armi a disposizione, nell’attesa che una delle tante finalmente “faccia presa”. Ma alla fine ciò che ottieni è un’ enorme quantità di spaghetti sparsi per terra, da pulire e quindi buttare. Tempo, fatica, risorse umane, e dunque soldi sprecati.

Un diverso punto di vista dello Spaghetti Approach (anche detto Spaghetti Method o Spaghetti Marketing) si riferisce al ‘volume’ del pubblico colpito. È l’outbound marketing a sostegno, ad esempio,  di aziende di servizi che lavorano prettamente sul numero degli utenti contattati, il più delle volte un audience non targettizato: più telefonate di contatto non sollecitate si  effettuano (il cosiddetto Cold Calling), più gente sarà disposta ad ascoltare la nostra proposta commerciale, il che si tradurrà presumibilmente in più contratti di vendita.  O ancora, più voluminosa sarà la rubrica cui inviamo la nostra newsletter e più alta sarà la possibilità che un numero notevole di destinatari clicchi sul link alla nostra offerta. Ma quante ore di lavoro a fronte del numero di clienti acquisiti?

Scriveva Philip Kotler nelle sue “Trecento risposte sul Marketing”: “Nessuna industria di nessun Paese riuscirà a conservare la propria clientela, se non è in grado di conservare una posizione di leader nell’offerta di valore. E la risposta da dare è questa: migliorare il targeting […]”.

E’ quindi più saggio stilare un piano marketing di medio o lungo periodo che tenga conto del target, dei competitors, dell’offerta che vogliamo evidenziare, dei servizi che offriamo e che ci differenziano da chi ci attornia nel settore d’azione, in modo da individuare i clienti realmente interessati ad un determinato prodotto o servizio e dedicare loro le proprie risorse ed energie.

Chi è Ilaria ? Ecco la risposta alla vostra domanda :

Ilaria Molinari

Ilaria, non più 20 ma non ancora 30.
Qualche anno nel settore della programmazione lato server in ambito reti, ambiente Linux, Perl e Bash scripting, Sendmail e Bind, un occhio di riguardo per il PHP e MySql.
Spesso e volentieri, supporto telefonico e morale per gli utenti.
“Reti di calcolatori” di Tanembaum troneggia sulla scrivania dal 2003 al 2007 circa. Più polvere sulla sua copertina che sulla bomboniera della prima comunione, poco più in là.
Diversi anni di lavoro per la locale Università,  svariati contratti ad orologeria, un paio di scelte accademiche poi abbandonate. Quindi, l’ antica passione: la grafica digitale e le arti visive.
Annoverando tra queste la grafica web, l’elaborazione dell’ immagine e l’illustrazione, decide di dedicarsi tout court a questo progetto.
Dopo un  anno di lavoro per un’azienda di e-commerce per cui cura il sito web e la grafica B2B e B2C, divisa tra l’Italia e Londra con particolari, lunghe soste a Barletta (Bt), attualmente lavora come freelance collaborando con diverse web agency per cui realizza prettamente siti statici e dinamici (Joomla, WordPress), comunicazione pubblicitaria, illustrazioni per l’editoria e l’infanzia.
Per ottenere un curriculum dettagliato, di quelli professionali con tante informazioni sensibili, tipo l’indirizzo di residenza, presenza di turbe e sociopatie(*), eventuali patenti europee (**) e simili, scrivi a info@pinkpepper.it.
(*) Prima tra tutte, quella che spinge a parlar di se’ in terza persona.
(**) No,  non ha l’ECDL.

Un Commento a “Marketing & Spaghetti Approach. Definizione.”

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