
Rudy Bandiera, giornalista, consulente Web e nuovi media presso Net Propaganda
Piccola descrizione personale:
Sono un giornalista, professionista dell’ IT e consulente in ambito Web per la gestione di contenuti, indicizzazione sui motori di ricerca, ottimizzazione, SEO, SEM, marketing ed ufficio stampa: sono docente di “online marketing e comunicazione Web” presso i master universitari Stogea con sede a Bologna e mi occupo di gestire e promuovere diversi progetti Internet. Sono co-proprietario, co-fondatore e project manager del quotidiano tecnologico hwGadget.com e collaboro con il quotidiano online Estense.com per la stesura di articoli su Internet e la tecnologia. Esperto di Social Media Marketing, mi occupo dalla gestione dei rapporti online (PR 2.0) e dell’ottimizzazione delle pagine web fatta per i nuovi Social Media (SMO, Social Media Optimization) ed il mio ruolo è di fatto quello di dare visibilità a siti Web attraverso nuovi media e contenuti.
D. Qualcuno ha detto che bisogna voler bene ai propri contatti. Che bisogna curarne uno ad uno con amore e dedizione. Che bisogna dare molto prima di sperare di poter ricevere qualcosa in cambio. No, non è un passo della Bibbia, sono parole di uomini di marketing che frequentano l’attuale web. Ti riconosci in questo atteggiamento?
R. Non è possibile lavorare con il Web e non riconoscersi in questa cosa. Il punto è semplice: come nella “real life” e come nel commercio tradizionale è difficilissimo farsi degli amici o dei clienti ma facilissimo perderli, nella vita sociale online è difficilissimo farsi dei “followers” (a prescindere dal media di cui parliamo) e facilissimo perderli. Se tutti i giorni scriviamo cose sagge che riguardano la politica italiana, forse ci creeremo un seguito, ma se una volta, una volta soltanto, scriveremo qualcosa di sconcio, violento o folle ecco che ci saremo già bruciati la credibilità, e con essa i contatti. Il vivere la Rete è esattamente come il vivere la vita reale, solo con norme leggermente diverse, ma che seguono gli stessi identici principi etici.
D. Quali sono state le tue “chiavi di svolta”?
R. Dal punto di vista professionale di certo l’aver partecipato al progetto Blogolandia quando ancora il giornalismo partecipativo era quasi agli albori. Blogolandia è stato il primo progetto di successo e innovativo al quale io abbia partecipato, ed è stato il passaggio al mondo del Web in modo continuativo e davvero professionale. Un giorno mi hanno chiesto di gestire un network di siti che contava 7 blog e 10 autori: in un anno e mezzo l’ho portato a 200 blog e oltre 500 autori. Una grande e bellissima soddisfazione.
D. Quale social media credi che sia più indicato per fare business?
R. Io credo molto in Twitter e Foursquare visto che sono innovativi e perfetti per le aziende, anche se per motivi diversi. Twitter è il social agile e “mobile” per antonomasia, sembra pensato sui dispositivi mobili ed è la forma di comunicazione più semplice, agile e veloce che si possa immaginare. Oltre a questo ha una caratteristica che Facebook, ad esempio, non ha: grazie agli short url è possibile pubblicare TUTTO ma in forma di link. Di fatto quindi, senza la possibilità di una anteprima che ci “rovinerebbe la sorpresa” se riusciamo in 100 caratteri ad incuriosire l’utente, esso cliccherà sicuramente sul link, portandoci visite e popolarità. Facebook non ha questa caratteristica visto che le anteprime tolgono l’effetto sorpresa. Poi Twitter ha la possibilità di generare argomenti, attraverso gli hashtag (che non è poco) ed ha un sistema di following biunivoco (se io seguo te tu non sei obbligato a seguire me) che è vincente. Foursquare è una macchina da marketing! Il solo fatto di poter rendere pubbliche le proprie offerte a chi passa dalle parti della propria attività, è una cosa che non rientrava nemmeno nei sogni più rosei degli addetti al marketing qualche anno fa. Adesso sta li, in un telefonino.
D. Linkedin. Il suo utilizzo ancora un po’ limitato qui da noi potrebbe dipendere da una sorta di timore reverenziale nei suoi confronti da parte dell’utente “normale”?
R. Linkedin è un media straordinario ma ha un difetto enorme: non è divertente. Oggi le persone hanno alcune necessità e tra queste spiccano quella di divertirsi e quella di risparmiare tempo: non tutti quelli che sono online hanno voglia di parlare seriamente di qualcosa, non tutti hanno voglia di cercare un lavoro ma TUTTI hanno voglia di spassarsela. Linkedin è nato con uno scopo, che è quello di mettere in comunicazione varie professionalità, ed in questo è straordinario, ma è poco divertente e questo lo paga abbastanza caro, rispetto ad altri social. Facebook non è certamente un gingillo di utilità infinita, ma il suo successo deriva proprio da quei pochi minuti di cazzeggio che uno è in grado di dedicargli, così come Twitter diverte perchè è possibile condividere tutto con tutti, risparmiando tempo: la praticizzazione digitale in forma social del “carpe diem”.
D. Qual’è la maniera migliore per captare l’attenzione delle persone?
R. Dire molte cazzate. Non mi fraintendete eh, non dico che si debbano dire solo stupidaggini! Il punto, rileggendo anche il discorso fatto sopra su Linkedin, è che la gente vuole sorridere, se non proprio ridere. Gli utenti vogliono informarsi divertendosi, dove possibile, piuttosto che informarsi annoiandosi. Da questo arriva il successo di siti come Spinoza, siti che parlano di fatti di cronaca ma lo fanno in modo dissacrante e straordinariamente divertente. Allora si deve cercare di trovare un equilibrio, per informare la gente che si trova sul proprio cammino: se ogni 5 cose che scriviamo 4 riusciamo ad alleggerirle nei toni o riusciamo addirittura a renderle frivole, avremo l’attenzione su di noi anche quando vogliamo colpire nel segno. Questo è il teorema di @RudyBandiera: ogni 5 cose che dici fà che 4 siano divertenti.
Infine ti chiediamo di dirci il nome di tre persone o personaggi che ti hanno ispirato o che sono il tuo modello, e tre aggettivi per ognuno di loro.

Per quello che riguarda i personaggi a cui mi ispiro preferirei dire nessuno, nel senso che non credo Ghandi rientri nelle scelte possibili per questa cosa.
Rudy Bandiera.
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Rudy, chi vorresti che dopo di te fosse intervistato qui e perchè ?
Claudio Gagliardini e Riccardo Scandellari sono le persone che vorrei veder intervistate dopo di me: brillanti ed onesti, merce rara in ambito Web.
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Un’altra bella intervista
Bella Rudy!
Grazie Matteo! In realtà sono un cazzaro ma fingo di capire quello che dico
[...] detto Rudy Bandiera ma è già stato intervistato, quindi proporrei Fabio Lalli, per la sua grande capacità di [...]
[...] Romagna dal 2007. Ho in gestione il sito web di Luciana Littizzetto. Collaboro attivamente con Rudy Bandiera e Net Propaganda per progetti di marketing [...]
[...] Quest’estate gli amici di Carlos’ Way mi infilarono in una angolo per una delle loro interviste #cinquesucinque riguardanti il mondo dei social media ed in particolare Twitter che io amo alla follia. In quella [...]