
Riccardo Scandellari, si occupa di progetti di comunicazione e diffusione di notizie attraverso network di giornali on-line, blog e social network.
Piccola descrizione personale:
Sono nato e vivo a Ferrara. Mi occupo di tecnologia e tecniche di comunicazione orientate al web dal 1998, sono tra i fondatori della società Copie & Creativi snc nel 1997 e del marchio Moduscreandi. Esperto nelle tecniche d’indicizzazione e posizionamento dei contenuti di siti web nei motori di ricerca. Fondatore e ideatore di estense.com. Ultimamente mi occupo di un progetti di comunicazione e diffusione di notizie attraverso network di giornali on-line, blog e social network. Direttore responsabile del quotidiano on-line di informazione tecnologica hwGadget.com. Iscritto all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna dal 2007. Ho in gestione il sito web di Luciana Littizzetto. Collaboro attivamente con Rudy Bandiera e Net Propaganda per progetti di marketing on-line.
D. Qualcuno ha detto che bisogna voler bene ai propri contatti. Che bisogna curarne uno ad uno con amore e dedizione. Che bisogna dare molto prima di sperare di poter ricevere qualcosa in cambio. No, non è un passo della Bibbia, sono parole di uomini di marketing che frequentano l’attuale web. Ti riconosci in questo atteggiamento?
R. La comunicazione a doppio filo è alla base delle normali relazioni sia off-line che on-line, molti pubblicitari (anche i politici) hanno pensato, fino a qualche anno fa, che sul Web vi fossero le stesse logiche dei quotidiani cartacei o radio/televisive, in cui il mezzo fosse a senso unico e gli utenti muti ricevitori dei messaggi. Questa logica si è presto rivelata inadeguata mettendo in crisi anche grosse aziende con budget pubblicitari considerevoli, un’intera campagna pubblicitaria può essere vanificata da un singolo utente che posta su Youtube un video di protesta dal contenuto virale. Gli utenti sono sacri e vanno considerati interlocutori, solo le aziende che rispetteranno questa idea risulteranno vincenti sulla rete.
D. Quale social media credi che sia più indicato per fare business?
R. Non credo che ci sia un social in cui fare business, oppure un social nato per il business, qualsiasi mezzo potenzialmente lo è, diciamo che l’approccio sbagliato è pensare di entrare in Twitter (uno a caso) per diffondere messaggi pubblicitari è una cosa insensata, se non controproducente. Se invece si pensa di entrare con una logica di sereno e autorevole dialogo a 360 gradi con i followers, la volta che il consiglio “pubblicitario” ci scappa ecco che l’effetto sarà più incisivo, ma questo perché gli utenti/interlocutori si fidano e hanno un VERO rapporto cresciuto nella stima reciproca. Come nel mondo reale delle relazioni interpersonali l’onestà viene premiata.
D. Se hai un’idea elabori un piano di fattibilità o la lanci con piccoli sforzi e vedi come si muove e come viene recepita? Un’idea può ancora oggi diventare un’azienda?
R. In passato sono stato approcciato da una serie di personaggi che avevano un “idea fenomenale” e che volevano fare una società dove loro mettevano l’idea e io il resto del lavoro, credendo che l’idea fosse il 50% dello sforzo. Ho dovuto riportarli alla realtà: l’idea è un embrione e va curata, cresciuta e coltivata tagliando i rami secchi e alla fine può svilupparsi e diventare forte, l’idea iniziale vale pochissimo, se non affiancata da un immenso lavoro di sviluppo.
D. La strategia del regalo sembra funzionare sempre alla grande. Come ti poni nei confronti dell’”assaggio gratuito”?
R. Quando sento la parola gratis metto mano alla pistola. A parte gli scherzi vi sono ottimi esempi di servizi gratuiti che hanno la possibilità di essere ampliati a pagamento, Gmail e Dropbox sono ottimi esempi.
Infine ti chiediamo di dirci il nome di tre persone o personaggi che ti hanno ispirato o che sono il tuo modello, e tre aggettivi per ognuno di loro.

Un sacco di persone mi ispirano, rubo ogni giorno da quelli più bravi di me, come diceva il detto?! “Quando rubi da uno è plagio, quando rubi da tanti è arte.”
Riccardo Scandellari.
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Riccardo, chi vorresti che dopo di te fosse intervistato qui e perché?
Ormai avete intervistato tutti quelli che conosco bene!
. Ti segnalo Stefano Quadraro lo conosco da poco ma ho avuto un ottima impressione.
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