
Marina Bellini, "regista 2.0" e ideatrice di "PiùBlog - Digital Café" evento dedicato alle tecnologie digitali.
Piccola descrizione personale:
Nata a Genova, ho frequentato il Liceo Artistico, l’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Stabile di Genova e mi sono laureata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ho realizzato scenografie per lo Stabile di Genova e sono stata aiuto regista di Luigi Squarzina. In teatro ho lavorato come attrice con Andrea Camilleri e in televisione con Enzo Trapani, Mario Landi, Michele Mirabella, Maurizio Costanzo. In veste d’autore ho scritto numerose trasmissioni radiofoniche e televisive per la Rai e come regista ho realizzato documentari, pubblicità e video clip. Dal 1994 mi occupo di Internet lavorando anche alla ricerca sulle nuove modalità di comunicazione, partecipando come relatrice a numerosi convegni specifici, e come docente a corsi ECM nel settore delle psicotecnologie. Ho ideato e gestito la prima web community italiana con Wind, occupandomi dei contenuti, della grafica e delle relazioni telematiche. Come webdesigner ho realizzato siti web e blog. Ho scritto libri sulla comunicazione telematica: Maschi Virtuali (ed. Apogeo) , Maramouse (ed. Gaia) Passione Cellulare (ed. Gaia). Ho scritto una decina di monografie sulle tematiche della rete, pubblicate su riviste, cataloghi e libri. Ho ideato e dirigo “PiùBlog – Digital Café“, l’evento dedicato alle tecnologie digitali che da sei anni si tiene a Più Libri, la Fiera della Piccola e Media editoria di Roma. Sono stata advisor al Social Media Week di Roma.
Responsabile della comunicazione 2.0 dei Musei di Roma Capitale, nonché art director del MiC, l’isola dei Musei in Comune su Second Life, dove si svolgono eventi culturali e installazioni d’arte in 3D. Sono blog director del sindaco di Roma Gianni Alemanno.
D. Qualcuno ha detto che bisogna voler bene ai propri contatti. Che bisogna curarne uno ad uno con amore e dedizione. Che bisogna dare molto prima di sperare di poter ricevere qualcosa in cambio. No, non è un passo della Bibbia, sono parole di uomini di marketing che frequentano l’attuale web. Ti riconosci in questo atteggiamento?
R. Mi riconosco in parte. I contatti sono moltissimi, soprattutto nei socialnetwork e non è materialmente possibile curarli singolarmente tutti. Tuttavia quello che cerco di dare a tutti è una comunicazione di qualità, niente fuffa, ma solo cose buone di prima mano, possibilmente da me prodotte. O da altri che stimo e che ne producono altrettante, senza passare per la mediazione di testate giornalistiche ufficiali. Qualità e professionalità sono sinonimo di rispetto per gli altri, ed è questo il mio principale obiettivo comunicazionale.
D. Come utilizzi i Social Media? Perché lo fai così e non diversamente? Hai sperimentato molto?
R. Utilizzo i social media dal 1994, fin dalle BBS. L’evoluzione fino ad oggi è stata incalzante, tuttavia ho sempre cercato di essere al passo, personalizzando lo strumento, non adeguandomi mai al modello di massa. Oggi un socialnetwork come Facebook trovo sia molto utile come aggregatore di blog, per fornire alle persone delle occasioni di approfondimento su determinati argomenti.
Perciò utilizzo in questo senso anche il mio account personale, che non uso mai per parlare di me, ma per indicare a chi mi segue argomenti validi sui blog che curo. Ma anche quelli di altri blog, capaci di fornire un’informazione alternativa a quella dei media ufficiali. Ho sperimentato molto, si, e non finirò mai di sperimentare. Tant’è vero che, rispetto alle mode, sono sempre un passo avanti, anche se spesso non è un bene.
D. Per noi “esploratori del marketing e dei social media” Seth Godin è considerato punto di riferimento ed ideatore di termini e concetti che hanno fatto la storia. Usa un termine unicamente TUO per definirti.
R. Mi definisco un “regista 2.0″. La mia esperienza nel campo della regia “analogica” (teatro e televisione), ma anche di autore (tv, libri, monografie), mi è sempre stata utile come base sulla quale lavorare in maniera innovativa. Con i nuovi strumenti tecnologici e l’esperienza del montaggio fatto in sala con i tecnici, ad esempio, oggi sono in grado di montare da sola ogni video che giro con la troupe, con un gran risparmio di tempo rispetto a prima. E il prodotto che ne esce è molto più aderente alla mia idea di partenza. Con gli stessi strumenti ho anche iniziato a sviluppare dei machinima girati nei mondi virtuali e man mano divento padrona dello strumento, migliora anche la qualità del video prodotto che riesce a comunicare la mia “visione”. Stessa cosa vale per i contenuti di testo. Senza la mia esperienza analogica non sarei mai riuscita a produrre in rete contenuti di un buon livello, proprio perchè l’utilizzo della lingua italiana, la sintesi, la chiarezza di un concetto, non possono essere improvvisati. A meno di non essere un “genio”.
D. Permission marketing e privacy. Qual è il livello di attenzione dei navigatori italiani alla loro privacy?
R. Credo sia praticamente nullo. L’inconsapevolezza di comunicare dettagli della loro vita, a partire dalla data di nascita, dalla quale si può ricavare il codice fiscale con tutte le conseguenze che ne possono derivare, è ciò che rende fragile e manipolabile l’utenza della rete. Ciò che manca è una corretta informazione da parte di chi conosce i meccanismi, tipo criminologi o Polizia Postale. Nei convegni che organizzo su queste tematiche, come al Digital Café di Più Libri o Ars in Ara all’Ara Pacis, spesso invito esperti del campo a divulgare rischi e pericoli, ma non basta. L’informazione dovrebbe partire dalle scuole, perchè spesso gli stessi ragazzi possono poi mettere in guardia i loro genitori. Ma chi forma i formatori? Sono ancora troppo pochi i professionisti in grado di formare una coscienza collettiva. E non credo si riuscirebbe a fare nemmeno con gli investimenti adeguati.
D. L’Italia oggi è un terreno fertile per le IDEE o il lavoratore italiano ha ancora una mentalità da “dipendente statale”? La precarietà di cui i nostri politici parlano (a volte per demagogia) è davvero una piaga o un alibi?
R. L’Italia è un terreno molto fertile, ma l’italiano è spesso troppo “seduto”. Ho visto gente valida sprecare energie nel nulla, magari accanendosi in critiche che non portano da nessuna parte. Con la vita frenetica di oggi le energie andrebbero gestite ed economizzate. Le energie sono alla base dello sviluppo delle idee e aspettarsi che qualcuno le riconosca e le realizzi senza che noi ci mettiamo un investimento adeguato, e spesso strenuo, è la strada sbagliata. Il posto fisso era un sogno dei genitori anni ’60, quando gli strumenti a disposizione per realizzare idee era davvero scarso. Oggi chiunque lavori sodo su un’idea valida alla fine viene premiato. Il precariato è una piaga da sempre, ma sono convinta che porti una maggiore produzione di idee. Tutto dipende dalla nostra volontà e dalla determinazione che ci mettiamo.
Infine ti chiediamo di dirci il nome di tre persone o personaggi che ti hanno ispirato o che sono il tuo modello, e tre aggettivi per ognuno di loro.

1) Alfred Hitchcock: ASTUTO. Aveva capito come tenere la gente con il fiato sospeso. Non gli servivano grandi effetti speciali, ma solo quei pochi espedienti che sapeva manovrare con grande intelligenza, capacità e ironia.
2) Filippo Tommaso Marinetti: INNOVATORE. Marinetti il profeta della rete. Quando sono entrata in rete per la prima volta, nel 1994 (era ancora a caratteri), la prima cosa che ho pensato è stata il capolavoro che ne avrebbero fatto i Futuristi. Sarebbero riusciti a uscire dai bordi del monitor, avrebbero creato performances e manifesti geniali. Oggi qualcosa si comincia a fare in questo senso, soprattutto nei virtual worlds, ma servirebbe il genio Marinetti per spaccare i canoni di una comunicazione tridimensionale che troppo spesso imita la realtà e nemmeno troppo bene.
3) Enzo Trapani : MAESTRO. E’ stato il mio vero maestro, quello che aveva capito come la mia strada fosse creativa e tecnologica. E la sua raccomandazione, prima che mi accingessi a realizzare il mio primo documentario in pellicola alla Rai fu: “Ricordati sempre che noi siamo solo esecutori”. Me lo ripeto ogni volta, quando inizio un nuovo lavoro.
Marina Bellini.
Contatti:
www.marinabellini.it
www.piublog.it
blog.museiincomuneroma.it
Linkedin: http://www.linkedin.com/profile/view?id=32572654&locale=en_US&trk=tab_pro
Skype: marina.bellini
Second Life: Mexi Lane
e-mail: mar.bellini@gmail.com
Marina, chi vorresti che dopo di te fosse intervistato qui e perchè ?
Dopo di me vorrei fosse intervistato Paolo Attivissimo, pioniere della rete che scova tutte le bufale circolanti in Internet. La sua visione lucida delle cose, oltre la consapevolezza e la capacità gestionale dello strumento, ne fanno uno straordinario esempio da seguire.
…
E’ la prima volta che vedo nella sua completezza il curriculum di Marina. Ma chi era Marina, oltre che una bella donna, lo avevo capito esattamente 10 anni fa con over2001. Tanto è che neanche un mese fa Le scrissi che era ad un passo dal progetto di fb. Marina è una donna di grande valore, che unitamente alla sua umiltà, rarità di questi tempi, la fanno potrei dire la PUNGOLATRICE del momento, la pungolatrice di cervelli stanchi ma neoliberali, direi anche pungolatrice di talenti da germogliare…saluti antonio stano
Trovo che Marina è una donna unica. Non mi finisce mai di stupire e so che nei suoi argomenti, non mette mai il punto. Finisce e ricomincia. Tecnologica, psicologa, sognatrice…una sgobbona. Nessuno le impone questo trend; lo fa perchè è nel suo DNA. Per lei vale il detto: chi si ferma è perduto. Ha sempre ben chiaro il suo punto d’arrivo; il suo target è la realizzazione audio visiva di un immaginario fantastico di cui è impregnata fin nel più piccolo neurone.
E così, con quelle sue damine a cui da un’anima, che fanno vivere i suoi sogni e che trasmette nella nostra fantasia facendoli divenire realtà, fa un po’ tutti noi innamorare di un mondo che non c’è e di cui abbiamo tanto bisogno. Un cartone animato per adulti.
Una sola cosa mi rimprovero: non essere stato capace di fermare il tempo per attenderla e così anche a me ora non rimane che sognare ad occhi aperti assimilando i messaggi inviati dalla sua fantasia.