Archivio di maggio 2012

Aiutare. A volte e’ piu’ difficile che farsi aiutare.
Una tragedia grande, sproporzionata. Leggi le notizie qui sul web, la sera in TV non fai altro che rimanere incollato li’ davanti e sperare che la conta di morti e feriti sia finalmente terminata. Ti senti impotente, non c’e’ nulla che possa fare per metterci un po’ del tuo ed aiutare quei tuoi fratelli a riprendere a vivere…due euro con un sms, bonifico qua, carta di credito la’…ma non sai se il tuo gesto servira’ a qualcosa.
Pensi. Perche’ sai che la mente puo’ far miracoli.
Nulla, il vuoto. Continui a non sapere cosa fare. Ti dispiace, ti senti inutile. Fai i gesti di sempre. Chiudi lo studio, sali in macchina e vai verso casa. Venti minuti. Come sempre. Una bella serata tiepida, il finestrino abbassato, il braccio fuori. Relax. E quando sei gia’ vicino alla destinazione ti balena in mente un’idea. Fosse buona? Prendi in mano il cellulare, chiami i soliti amici, quelli che se ti devono dire che la tua idea e’ una cazzata non te lo mandano certo a dire da qualcun’altro.
T’illumini. Mentre come un fiume in piena parli della tua idea.
T’illumini perche’ dall’altra parte non ti stanno prendendo per matto. Piace anche a loro. Si, non e’ male Cosimo, forse quella cosa che ti e’ passata per la mente potra’ davvero aiutare quelle persone impolverate, tristi, smarrite, ferite nell’intimo piu’ che nel corpo. Ti viene in mente quella famosa frase “Si puo’ fare!”. Decidi. Cominci a buttar giu’ un progetto da quel nugolo di affannosi, prorompenti, ancora confusi ma illuminanti pensieri.
Rifletti. I pensieri partono dalla gaffe fatta da Groupalia ( puoi leggere ed approfondire qualcosa in merito l’argomento qui –  qui –  quiqui ).
Un’azienda che utilizza l’ashtag #terremoto per promuovere una vacanza a Santo Domingo. Un mare di critiche, tweet di persone comuni e sdegnati uomini e donne di comunicazione che chiedono e si chiedono come sia possibile che si possano compiere leggerezze di questo genere. Tutto il web ne parla. Anche i classici media riprendono la notizia. Rifletti. Il tuo pensiero è fisso lì. Errori che neanche il peggior #bimbominchia si può permettere. Eppure capita.
Capisci. Capisci che puoi fare solo una cosa.
Fare una cosa ed ottenere da essa il riscontro del cuore. Puoi sentire i tuoi colleghi, i tuoi amici. C’è pure qualcuno di loro lì in mezzo, tra scosse, terrore e smarrimento. Puoi usare il tuo lavoro, la tua passione per la comunicazione. E forse riuscirai a DARE quello che puoi dare. Si, capisci che se vuoi aiutare lo puoi fare soltando mettendo a disposizione il tuo lavoro. Non hai più l’età né il fisico per andare a smuovere macerie. Non hai cifre tali a disposizione da poter fare qualcosa di veramente utile. Ma hai il tuo lavoro. Usalo.
Coordini i concetti. E torni alla gaffe di Groupalia mentre pensi al terremoto.
Quante aziende non hanno la più pallida idea di come si gestiscono gli account sociali ? Quanti manager di lungo corso pensano che per esser sui social basti esser presenti ? Quanti utenti sono pronti dietro l’angolo ad accoltellare questo o quel brand che manifesti insensibilità, incoerenza, incapacità nel comunicare ? Molte aziende spediscono proprio personale a fare un po’ di esperienza nella stanzetta dove Facebook non è vietato. Dove non ci sono blocchi ai social. Sai che molte delle persone con le qali sei in contatto sono tuoi omologhi, si occupano di Social Media, Branding Online, Comunicazione. Molti di loro insegnano ad altri a farlo. Corsi, stage, full-immersion.
La nostra community. Insieme, perché da solo sai che non ce la potrai fare.
Questo lungo, lunghissimo post è un invito. Un invito a chi fa della comunicazione online il proprio lavoro e senso della vita. A chi come me passa ore ed ore smanettando qua e là, formando e formandosi, conoscendo e facendosi conoscere. Un invito a DONARE, insieme, la nostra ricchezza più grande. Il nostro know-how. Per un giorno. Un giorno di apertura totale della propria conoscenza al maggior numero di aziende, brand, privati, colleghi. DONARE FACENDOSI PAGARE. Non corsi gratuiti, ma una giornata dedicata a tutti coloro che vorranno migliorare la propria preparazione nei confronti del web partecipato. Corsi certamente ad un costo accessibile. Senza però tenere nulla per noi. DEVOLVERE TUTTO a chi, in questo momento sta (passatemi, vi prego, un termine che non sono uso utilizzare ma che rende l’idea nel miglior modo possibile) CON LE PEZZE AL CULO ! Perché non ha più una casa, non ha più un lavoro, crede di non avere più un futuro.
Ho già una mezza idea del dove, chiederò di ospitarci gratuitamente. Chiedo a voi di COMPARTECIPARE questa idea. Per il QUANDO. Per il DOVE. Vi chiedo di tirar fuori il meglio di voi. Di comunicare ad altri colleghi e colleghi di colleghi questa iniziativa. Facciamolo. Insieme. Una giornata full-immersion sulla gestione della comunicazione online a Roma. Perché Roma? Perché Roma è centrale, è il simbolo ed il centro della coesione sociale e nazionale e in questo momento di grave crisi economica, di valori morali e sociali tutti noi abbiamo bisogno di riscoprire questo senso di appartenenza e di fratellanza. E poi è al centro, per chi verrà da Sud e chi da Nord.

Big Idea

Aiutiamoli. Facciamogli capire che un futuro c’è. Cerchiamo di mettere il primo mattone al loro posto, che poi quella è gente con le palle, sapranno rialzarsi alla grande. Io ci credo.

Cosimo Errede

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