Archivio di ottobre 2011
Premessa:
Jacopo Tondelli direttore de LINKiesta, ha affermato che non è vero che la gente non legga post sopra le 3.000 battute dunque, siate pronti, ecco.
Sarà che a me la rete, arreda la mia location pubblica, la hall dell’anima. Sarà che alla storia della condivisione 2.0, io creda poi così poco, quando è ridotta a mero scambio di visibilità, sarà perché sembro buona ma sono cinica e vipera, un po’ come le “femmine” in generale (quelle vere), sarà quel che sarà ma a me, piace con le sue implicazioni e semplificazioni.
Sono tornata in quel della Capitale, domenica sera. Ero in trasferta a Riva del Garda , per Blogfest2011 e TA11 , con delega ufficiale Carlos AD per perlustrare l’e-vento.
Ho vista tanta gente. Viva e morta.
I vivi interagivano, twittavano, camminavano, mangiavano, ridevano, si toccavano (senza molestarsi) suvvia tenevano in piedi le normali funzionalità di un essere vivente off ed online.
I morti si nascondevano, ti fissavano, scrutavano l’ambient con l’occhio del pesce surgelato, arrancavano, salivano sul palco, prendevano premi rimanendo impassibili come statue del museo di Grivin. E siccome faceva caldo, la loro timidezza o incapacità alla relazione fisica, lasciava credere fossero creature oltre la blogosfera, la websfera, la cerebralsfera, la womensfera, insomma, ecco perché mamma mi diceva sempre di tenere basse le aspettative, sempre.
Però c’è da dire che ho provato la condivisione della padella con alcuni twitteri; uno splendido contenitore di wurstel misti da 12/13 cm l’uno, alternati con quelli più piccoli bianchi con pepe nero, e poi crauti e patate salate. E pensare che durante la notte ho avuto problemi a digerire proprio quelli piccoli, da 5/6 cm (#sapevatelo ) – Foto gentilmente e twittermente concessa da @Stailuan (Andrea Antoni)
Ho partecipato ad entrambe le premiazioni, #TA11 e #Blogfest (qui le foto) ; ho voluto assistere all’incontro tra i due Direttori, Paolo Madron (Lettera 43) e Jacopo Tondelli (LINKiesta), l’uno con una redazione a maggioranza rosa l’altro a maggioranza azzurra, e va bene così, aggiungo io, l’importante che i contenuti ci siano, che gli obiettivi si raggiungano; ho ascoltato il tutto tranne che interattivo incontro di Wolly e Zamperini, che mi ha dato notevoli info sulla nevrosi da plug-in che colpisce indiscriminatamente il webbettaro nell’utilizzo di wordpress, ho incontrato dopo anni di silenzio, Giuseppe La Spada, amico d’un tratto della mia vita passata e che ha rafforzato la mia ammirazione per gli uomini quando raggiungono quel notevole grado di maturità dovuta alla notevole lettura del loro passato; ho conosciuto un contenitore di potenza ed energia umana, Claudio Gagliardini, un quasi business angel Rudy Bandiera ed un Signore pacato e riflessivo, posato e composto come un saggio, Davide Licordari, un educatore logorroico a tweet che sostiene i minori a rischio e che vede la vita con una tale freschezza che inevitabilmente ti contagia, Francesco Lubrano. E altra esilarante gente come altra pesante e altra triste gente.
Ho consolidato un mio personale pensiero che voglio condividere, anche dovuto alle critiche sterili i cui organizzatori di entrambe le premiazioni si sono dovuti sorbire; il mondo della rete potrebbe benissimo dividersi in 3 gruppi socio-culturali che potremmo definire così:
1) Gaia Gente
2) Triste Gente
3) I Portatori Sani della Verità Assoluta
Gaia Gente : sanno che la rete è uno strumento dato all’uomo, dal Buon Dio, per riprodursi socialmente, duplicarsi, esprimersi, condividere, confrontarsi, unirsi, creare community. Possono usufruire dello strumento per se stessi e per gli altri; possono farlo gratuitamente, possono trarne ricavo economico o culturale o addirittura entrambi, possono creare nuove coscienze di classe, nuove frontiere d’impresa, possono ridare vita ad un mercato logoro e sfruttato, risollevare il futuro delle nostre realtà imprenditoriali, possono abbattere l’inutile annosa questione di quote rosa vs quote azzurre, di pari possibilità ed occasioni mancate (care femministe, avete rotto i neuroni con queste storie), creare una nuova epoca basata sulla differenza di genere, pilastro per una nuova cultura d’impresa, dove il pensiero e la coscienza modificano la materia umana e le relazioni creano valore. Vanno in cerca di eminenze grigie, quelle vere, quelle che rimangono con un atteggiamento critico su ciò che accade intorno, senza troppe effusioni d’amorosi sensi né entusiasmi facili ma con la radicata concretezza della realtà.
Questa è la gente che ci porterà verso l’uscita della crisi.
Triste Gente: vagano in rete creando comunicazione inefficace, sostenendo il teorema del nulla. Vengo e mi spiego: io, creatura umana, per esempio, imbastisco contenuto mistificatorio in cui metto con il classico q.b. qualche buon riferimento alla politica (che sia esclusivamente sommario e superficiale) qualche buon riferimento al sesso (che sia speculativo e tendente alla morbosità) un riferimento alla società umana (che sia di luogo comune intervallato a pause matematicamente calcolate con qualche cazzo o merda o figa) un riferimento al futuro del mondo (che sia pertinente ai Maya o all’Apocalisse) elevandomi al primo grado della scala dei veggenti creo un buzz di interesse verso il nulla e quando poi ho l’occasione di poter vedere, toccare e conoscere di presenza il pubblico che mi osanna per la mia spregiudicatezza, divento un ebete 2.0 che ha serie difficoltà a muoversi fisicamente e a mettere una vocale ed una consonante in senso logico, per poter ringraziare chi sostiene il mio falso mito costruito con meticolosità e tenuto vivo con un lavoro estenuante di circa 70.000 tweet, un rutto al secondo. E poi faccio la vittima, e poi mi riprendo con superbia, e poi vi defollow tutti e poi follow solo chi ritengo con la mia mente superiore siano i migliori, ma anche no.
Questa è la gente che vive la rete in maniera dissociata. Un’occasione mancata. Bisogna esser capaci e svelti nel riconoscerli, subito.
4) I Portatori Sani della Verità Assoluta: questi, cara gente, sono i cappellai matti, quelle meravigliose creature che vagano nella rete, che vanno scoperte e sdrammatizzate , che fanno un check-in a Miami, a Parigi, a Londra a Bangkok, coloro che forgiano forma e sostanza a loro piacimento, perché LORO POSSONO, santacrespola, e credono di essere un Pernacchio invece sono e rimarranno solo Pernacchia, il Maestro qui sotto ci offre delucidazioni in merito:
Questa è la gente che quando la chiami per un’intervista, probabilmente utile all’intera umanità, riesce ad avere 3 segretarie come filtro, e non per un miglior processo produttivo ma per un miglior decadimento umano e lavorativo.
E allora, che ben vengano #Blogfest (ai quali consiglio una location un po’ più strategica e di facile raggiungimento per tutti) che ben vengano #TA11 (ai quali consiglio di aggiungere anche qualche categoria più impegnativa ma di mantenere l’atteggiamento goliardico e ironico con il quale mettono in relazione chiunque) e che ben venga la rete anche quando produce effetti devastanti come questi ……
Comunicatori di tutto il mondo, dunque, non comunichiamo solo tra di noi coinvolgiamo anche chi deve beneficiare di tutto questo nostro scambio e confronto, delle nostre competenze e dei nostri progetti, creiamo partnership solide per accogliere gli imprenditori di oggi e quelli di domani perché ancor prima che alla politica, ancor prima che al mercato mondiale, è dato a noi il compito di far evolvere un mercato che deve liberarsi dai vecchi strumenti e dalle barriere tradizionali, altrimenti, il tutto non avrà senso.
E donne, si mie care donne, potenza del mondo, basta con la menata che l’uomo ci toglie, l’uomo ci da. Se un lavoro o un progetto non lo otteniamo chiediamoci il perché e non perché non l’abbiamo data. Abbiamo passato secoli a sopravvalutarci e secoli a sminuirci. Ritroviamo la nostra identità, un ruolo che ci appartiene ma abolendo i movimenti e le associazioni. Restiamo uniti, creature rosa e creature azzurre, con le nostre differenze. Non è poi così difficile .. (grazie al mio tesoro d’amica Jessica Loddo e al suo schietto amico realista Marco Massarotto con i quali su una terrazza meravigliosa di Roma e qualche bottiglia di Traminer si è dato vita ad un confronto a tratti etilico, a tratti seducente).
E come ogni viaggio che si rispetti saluti e baci ai nuovi incontri, al personale dell’Hotel Rudy, bella gente, ottimo servizio, e alla gente di fervente entusiasmo, con un alto grado di socialità, che con ironia sdrammatizza gli sterili umori facili e lassativi di alcuni tweet che lasciano il tempo che trovano : @Sonrayden , @Gioska , @Cdcmpro , @Cuocopersonale, @Sissetta80 , @sTen , @Sb3rla , @Acquacri @diego_orzalesi
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