Archivio di aprile 2011
Atro che David Lynch e Fuoco cammina con me! Credo rabbrividirebbe persino lui, il principe dell’assurdo, a fronte della velocità con cui l’incendio, divampato intorno alle 4 di questa mattina ad Arezzo nella web farm di Aruba, si è propagato sul web tra bloggers più o meno incazzati e giornalisti più o meno professionisti.
Il risultato di questo incidente o, meglio, il “fatto”, tanto per tentare un’impossibile imparzialità, è che migliaia di siti Web, (di cui Aruba è l’host n°1 in Italia, Repubblica Ceca e Slovacca), caselle di posta elettronica e di server sono stati down per diverse ore, creando notevole disagio ad altrettanti utenti.
In particolare, stando agli ultimi aggiornamenti, rinvenibili su un canale Twitter costituito ad hoc da Aruba per gestire la comunicazione di crisi (crisis management), il ripristino degli UPS, teatro dell’incendio, è ancora in corso e, pertanto, “potrebbero verificarsi (ancora) down imprevisti”. Mentre, per quanto riguarda le sale dati, si legge sempre sullo stesso che queste: “non hanno subito alcuno danno”.
Ebbene, mentre possiamo esser (quasi) certi di quest’ultimo dato, e cioè che le sale dati siano rimaste indenni al fuoco, non possiamo essere altrettanto certi, stando ad ora, della “reale” portata di questo incendio. Generalmente (vedi ad esempio thefreedictionary.it) la crisi è definita come: “difficoltà/ situazione difficoltosa o instabile/ fase difficile da superare” ed è, ove “felice”, “uno stato transitorio” (dizionario-italiano.it). Ora, lasciando da parte tutto il discorso relativo al crisis management ed alla gestione della comunicazione d’impresa in caso di crisi (anche perché sarebbe troppo presto per effettuare una valutazione in tal senso), il messaggio che ci preme lanciare in questo momento riguarda (per quanto possibile) il mero fatto e le sue conseguenze:
1. Un incendio divampa in una web farm di Aruba, l’host server numero 1 in Italia;
2. Un secondo e ben più minaccioso incendio divampa sul web.
Quanto al primo punto, come molti bloggers hanno fatto notare , il vero problema (di natura squisitamente tecnica) consterebbe di tre punti critici:
1. la mancanza di un sistema di prevenzione in casi di incendio (come ad esempio un banalissimo sistema di sensori di rilevamento termico);
2. l’assenza di un sistema di mirroring (che provvederebbe la continuità del servizio anche in casi di down);
3. Infine sembrerebbe non previsto un sistema di backup dei DNS (con conseguente perdita di dati).
È evidente, bisogna rilevare, il disappunto di quanti hanno affidato la propria presenza sul web ad Aruba, che hanno visto appunto il proprio sito e/o la propria casella di posta elettronica andare alla malora per tutta la mattinata e forse più. Ci pare, dunque, alquanto superfluo sottolineare la necessità a che Aruba faccia fronte a tali esigenze al fine, come sempre auspicabile, di trasformare la crisi in un’opportunità per migliorarsi.
Quanto al secondo punto, beh, in questo caso le variabili in gioco sono tutt’altro che “oggettive” e pertanto prevedibili.
Di certo il crisis management insegna ormai da tempo che la gestione della comunicazione in questi casi deve essere, tra le altre: tempestiva, veritiera e, soprattutto, interattiva. Ed è da rilevare, a tal proposito, una certa adesione positiva a tale insegnamento da parte di Aruba, che ha, come sopra menzionato, attivato un canale comunicativo ad hoc su Twitter.
Non resta che attendere l’ardua e, come sempre, decisiva sentenza dettata dall’utente, unico e supremo giudice. Noi, dal canto nostro, al di là del titolo di questo post “apparentemente e giustamente” polemico, ci auspichiamo soltanto, e per il bene di quante vite dipendono da un’azienda così importante, che Aruba si riveli capace di far tesoro di questo incidente di percorso;
se non altro per garantire un servizio migliore agli utenti, oltre che assicurare la propria sopravvivenza nell’indomito mondo del Web.
Del resto, come Aristotele insegna: “Sbagliare è possibile in molti modi, ma riuscire è possibile in un modo solo”…CarlosAD, aggiunge: “un modo che è fatto di intelligenza, passione e perseveranza”.
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Carlos è stufo delle solite cartoline, gift animate e video strappalacrime.
Nel nostro stile “unconventional” per augurarvi la Buona Pasqua preferiamo rendervi partecipi di una delle nostre ultime cene di lavoro. Abbiamo realizzato questo video che speriamo possa DEFINITIVAMENTE farvi render conto CON CHI AVETE A CHE FARE.
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