Archivio di febbraio 2011

In fondo al cuore le donne pensano che compito dell'uomo è guadagnare soldi, e compito loro spenderli. (A. Schopenhauer)
Otto secoli e qualcosa in più per aver annientato il sogno del povero illuso poeta del dolce stilnovo. Colui che ambiva al solo sguardo di quella creatura a metà tra cielo e terra. Una donna il cui silenzio era dono divino, da ascoltare e assaporare, oggi è speranza viva per chi la sente il più delle volte nei talk show, nei reality ma ultimamente anche nei soggiorni televisivi politici.
Da Musa a Meretrice. Di se stessa.
Non desse la colpa sempre all’uomo, non attribuisse al sesso maschile più di quelle colpe storiche e primitive che si porta dietro come un macigno. Tralasciamo in questa sede qualsiasi forma di violenza non condivisibile per entrambi i sessi, tralasciamo in questa sede qualsiasi riferimento ai mercati umani di entrambi i sessi; piaghe sociali non ancora messe seriamente nei programmi politici italiani, affaccendati in ben altre storie al momento.
Perché chiedere “amicizia” all’uomo quando questo stesso uomo è stato scavalcato, spodestato, privato del suo ruolo. E’ forse possibile che nel rivendicare i propri diritti, questa donna, la donna degli ultimi decenni quella che viene dal risultato di quel femminismo integralista ed esageratamente forzato abbia spezzato qualche anello dell’evoluzione sociale?
Viviamo in una società fragile, pericolosa. Una società dell’oggi, dove non si riesce a vedere il domani che sta a pochi passi. Il fulcro di quella fortezza sociale, vanto del nostro paese è stato raso al suolo; la famiglia. Quando quest’ultima andava solo sorretta e sostenuta perché era la prima istituzione a compensare il fabbisogno sociale.
Non siamo stati un popolo capaci di affrontare il cambiamento dettato dalla forma mentis del voyer televisivo (era molto più seducente lo spionaggio di Brass qualche tempo fa). La fuga della donna verso palcoscenici per sole tette, le ha dato quel falso potere che cercava, conducendola drammaticamente ad essere consenziente in un gioco che c’è sempre stato ma che prima era ostacolato dall’integrità morale di donne capaci di condurre un esercito per ideali e fabbisogni primari.
Oggi si preoccupano di far fare provini a quei pochi figli che riescono a procreare (e non è soltanto colpa del precariato! Anni fa le nostre nonne non godevano di condizioni di benessere economiche ma preferivano dividere una cipolla con po’ d’acqua purché dare la vita, ritenuta un dono. Oggi è quasi un peso). Di pagare alle figlie maggiorenni, il chirurgo estetico per qualche aggiustamento qui e là, tra tratti somatici e imperfezioni corporee.
Quante donne belle in giro? Troppe, quasi noiose e anche simili sia nel linguaggio (pochi termini ad effetto da usare nelle occasioni meno opportune) sia nel modo di vestire. Il senso dell’originalità, la peculiare caratteristica della personalità, della propria identità è andata persa nello scarico fognario.
Qualche mese fa, Carlos si è occupato del fenomeno Womenomics, vanto del mondo intero, ancora acerbo nel nostro Paese. La nuova generazione rischia di non mandare avanti un processo dovuto e fondamentale per la sopravvivenza delle opportunità qualificate. La womenomics ,sostenuta da programmi politici sociali, contribuisce all’integrazione culturale e sociale anche delle donne immigrate.
Sarebbe un peccato vedere questa evoluzione della donna come un’occasione mancata. Dopo anni di civile lotta per guadagnare il suo posto in società (a fatica, sempre osteggiata perché temuta dall’uomo per la riconosciuta supremazia nel gestire, organizzare, pensare, far quadrare, crescere ma soprattutto Amare).
La donna si è persa in quei vicoli ciechi in cui l’amore si è svuotato, è diventato altro da sé. La donna che sa Amare contribuisce all’evoluzione umana, produce benessere sociale, appagamento e forza caratteriale. Le consenzienti che siano minorenni o maggiorenni, rimangono consenzienti. Rimangono decise alla mercificazione perché passare da un corpo ad un altro facilità quella scalata tipica della generazione “lavoro mai”.
Tante, troppe e sterili accuse verso le campagne pubblicitarie in cui il lato B viene esposto come opera scultorea posizionato ad angolo retto, moralismi inutili che lasciano il tempo che trovano. Ci viene da pensare se ogni prescelta dicesse NO e si opponesse al raffigurarla come oggetto sessuale e da sogno notturno, forse qualcosa cambierebbe.
E allora, a vederle in piazza rivendicando la loro dignità, ci fa onore e piacere ma come ha detto una donna politico italiana (che non sempre tira fuori pensieri arguti e nota per la sua scarsa eleganza nel linguaggio) ..”mi spiace vederle in piazza contro qualcuno e non per qualcosa”.
Invece di chiedere amicizia, bisognerebbe offrirla perché se l’uomo è amato e compreso diventa amico protettore, guida, padre, un buon imprenditore. Bisognerebbe lottare per il taglio ai programmi culturali su rete pubbliche, programmi che tutelano i più piccoli, che narrano ancora le fiabe, che non derubano i piccoli dei loro sogni. Bisognerebbe combattere il mercato che uccide il benessere fisico e culturale dei nostri figli e le donne, unite tutte insieme potrebbero farlo ma cosa più importante hanno la forza per ottenere ciò che vogliono. La volontà.
Di che natura è la volontà della Donna oggi?
“[…] Ora la sola cosa che dipende da noi e’ la volontà; ecco la via per cui si passò a poco a poco alla vera dottrina della virtù; facendo notare che mentre i mali e i beni (esterni) ci vengono dal mondo esteriore indipendenti da noi, viceversa la gioia e lo scontento interiore sono opera della nostra volontà” (A. SCHOPENHAUER)
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