Corso Google Plus a Roma

Cos’è Google Plus

Affermare che si tratta di un social network è certamente riduttivo. Esso infatti é uno strumento di Google che si integra in maniera nativa con molteplici altri strumenti del colosso di Mountain View (ad esempio Gmail, Drive, Calendar, Maps, Photo, Local, Youtube…). E’ proprio questa interazione che lo rende unico nel suo genere e potenzialmente superiore a qualsiasi altra piattaforma sociale.

Google Plus, chiaramente va studiato, approfondito, esplorato. Per questo abbiamo deciso di proporre una giornata di formazione a tutti coloro che vorranno penetrare questo mondo.

Un passo in + verso la comprensione di Google Plus

Un passo in più

Ci guideranno dei precursori che già da molto tempo lo utilizzano per il proprio branding on line e il proprio business. Ci parleranno non solo di tool, tips, treaks, ma anche e soprattutto di strategie utili ad ottimizzare la propria presenza on line e ad ottenere risultati tangibili ad essa relativi.

Scopriremo quindi come creare ed utilizzare al meglio cerchie, pagine, communities. Come profilare i propri interlocutori, interagire con essi tramite hungout, capire come la nostra presenza su G+ possa influenzare le Serp, come integrare questo strumento nella comunicazione aziendale.

Durante la giornata inoltre verrà sottoposta all’attenzione dei partecipanti una interessantissima ed utile case history a sostegno della parte puramente teorica.

Carlos Factory Cafè. Un passo in più

Factory perché vogliamo che si tratti di una giornata di “fabbricazione” di idee, strategie, business.

Cafè perché sarà nostra cura approcciare gli iscritti con un teaching informale, rilassato, aperto; un mix tra un workshop ed una unconference. Quasi come se si fosse in un bel bar davanti ad un buon caffè. Un passo in più…questo si spiega da solo no? ;-)

Corso Google Plus Roma 10 Maggio 2014

Quando

10 maggio 2014 – full immersion, intera giornata

Dove

Roma, adiacenze Stazione Termini, raggiungibile velocemente da ovunque

Chi

Introduce Cosimo Errede

Docenti

Marianna Marcucci

Michaela Matichecchia

Claudio Gagliardini

Nei prossimi giorni vi forniremo tutti i dettagli relativi al programma, la location, le modalità di iscrizione ed i relativi costi. Intanto, nel caso in cui aveste qualche domanda da porci, siamo a vostra disposizione.

Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo. | Leo Buscaglia

Potete contattarci qui: email

Genuflessione social

Molto probabilmente è capitato a tutti noi di imbatterci in inviti più o meno espliciti a cliccare “mi piace” sui post più disparati, una sorta di gara, un’ ossessione per il raggiungimento di un alto numero di click, ma a quale scopo? Paolo Ratto, osservando comportamenti di questo tipo ha coniato il termine  Marketing della Preghiera paragonandoli allo spam; uno spam che diversamente da quello che riscontriamo nelle nostre caselle di posta, “proviene da una relazione”.

Dal Blog di Paolo Ratto

E ‘proprio in virtù della nostra condivisione per quello che ha scritto Paolo Ratto nel suo blog che abbiamo deciso di girare una delle puntate di  “Coffe and Social”:  Dio non usa i Social Media,  per mettere in scena e così dare la dimostrazione di un modo di fare errato, che produce risultati nulli sul profilo del successo nel social web e destinati ad avere un’alta mortalità nella memoria degli utenti.

Una forma di accanimento che nulla ha a che vedere con le logiche del social media marketing e, più in generale, con il perseguimento di  un obiettivo specifico: lo si fa tanto per fare? Non proprio. In realtà quella che si prova è una soddisfazione momentanea, che porta ad un’autogratificazione ma che però non potrà mai dare alcun risultato a lungo termine.  In alcuni utenti, al contrario  queste richieste potrebbero causare fastidio ed il conseguente atteggiamento di rifiuto per il post ed ancor più per il suo autore.

La richiesta esplicita dei “mi piace” è una sorta di preghiera  che induce chi ci legge a cliccare più per fare un’azione buona che per  un reale interesse verso un dato contenuto: al contrario l’interesse per un argomento dovrebbe scaturire da una  preferenze spontanea, non elemosinata. Questo si può ottenere solo realizzando contenuti di valore: in tal caso i like saranno probabilmente meno rispetto a quelli scaturiti dalle “preghiere” ma figli di scelte consapevoli e determinate da un interesse reale degli utenti per il tema che avremo trattato.  Generare interesse reale  è un processo molto lento, che costa sacrificio a chi sceglie di divulgare le proprie idee tramite i canali sociali. Sacrificio conseguente dalla ricerca di tematiche o tendenze del momento, dalla stesura stessa del post, che deve avere requisiti tali da poter accogliere l’attenzione degli utenti. E’ infatti compito certamente gravoso per gli autori dei contenuti  quello che in sostanza potrebbe esser definito  in maniera calzante  creazione del social object.

Un "Mi Piace" elemosinato

Da qui è facile comprendere come l’obiettivo per chi desidera allargare il proprio bacino di utenti, non dovrà essere il mero click, ma la costruzione di un universo di interessi che, post dopo post porterà l’utente a decidere di dar credito e riconoscere lo scrivente come autorevole. Si tratta quindi del processo inverso rispetto al marketing della preghiera; si tratta di mirare senza indugio alla costruzione di una relazione duratura con l’utente e non ad una sorta di monetina gettata sulla homepage

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